Tutte le emozioni del nostro vino

Era l’alba, di una giornata di fine inverno. Guardavamo la luce entrare nella valle e pian piano invaderla facendo muovere il buio e le nuvole ovattate. Tutti i vigneti intorno a noi sembravano ascoltare le nostre riflessioni. Forse sono stati loro a chiederci di iniziare questa avventura. O i nostri animi erano assetati di questa nuova avventura. Proprio quella mattina crediamo sia cominciato il nostro volo.

Progetto di filiera e tracciabilità

La Valtellina, lunga ed ampia valle alpina, si trova nel nord della Lombardia. Tra le alte montagne del Parco Nazionale dello Stelvio ed il Lago di Como, è incastonato il più bello dei vigneti di montagna, circa 900 ettari dedicati al Nebbiolo. Chilometri di muretti a secco costruiti nei secoli, vigneti e filari a ritocchino, rocce e pendenze incredibili, raccontano la “Viticultura Eroica” di Valtellina. La lavorazione manuale, le tante ore di attività durante l’intera stagione, la straordinarietà del Nebbiolo, fanno di questo territorio un luogo incantevole capace di esprimere magnifiche caratteristiche nei suoi vini di montagna.

Le DOCG “Valtellina Superiore” e “Sforzato di Valtellina”, la DOC “Rosso di Valtellina” e IGT “Alpi Retiche” sono il frutto di questo territorio.

Le nostre vigne sono situate a diverse altitudini nelle zone della Sassella e dell’Inferno, della Valgella e nei dintorni di Tirano. Da ciascuna vigna il suo vino.

Valellina: carta delle denominazioni di origine
I muri a secco delle vigne
Il panorama delle vigne verticali

Le vigne verticali, le vigne di pietra

Il lavoro e la forza d’animo delle genti di Valtellina hanno creato centinaia e centinaia di chilometri di muri a secco, con mille sfumature di pietra, chiedendo alla montagna, alle rocce, ai boschi terra da coltivare. I vigneti nei secoli hanno preso possesso di queste balze di terra per donarci il frutto meraviglioso del Nebbiolo. Le vigne verticali si elevano al cielo tra alte montagne ed una profonda vallata.

I lavori in vigna e la vendemmia

Le mani attente dei vignaioli, il nostro lavoro nel rispetto delle viti ed in armonia con l’ambiente montano. Si inizia con la potatura secca, a febbraio. Il vignaiolo taglia la parte di tralcio che ha prodotto uva l’anno prima e sceglie il tralcio che darà il futuro frutto. Si sceglie il numero di gemme desiderato e il tralcio viene legato ai fili di sostegno per garantire la corretta forma della pianta. Alla fine di marzo si inizia a vedere la rinascita della pianta, con il suo pianto: dai tagli di potatura esce la linfa grezza che porta nutrimento alle nuove gemme. Ad aprile le gemme iniziano ad aprirsi producendo i germogli che porteranno alla produzione dell’uva.


Dopo un mese di crescita vegetativa si notano le prime infiorescenze che diverranno grappoli. Nel cuore dell’estate, le mani lavorano incessantemente per eliminare la vegetazione in eccesso: scacchiatura, sfemminellatura e sfogliatura. I grappoli vengono esposti alla luce del sole. In agosto i germogli lignificano e i grappoli assumono colorazione via via più scura, è l’invaiatura.


A settembre nell’acino aumenta il tenore zuccherino, cala il tenore di acidi e migliora il profilo tannico ed antocianico. In ottobre ecco l’uva finalmente pronta per la vendemmia. I filari si popolano di brente e cassette per la raccolta manuale. E l’uva viene velocemente portata in cantina.


Le mani che prendono l’uva ricca di colori e di profumi.

Un lavoratore in vigna raccoglie l'uva

Gli artigiani in cantina

L’allegria nei ritmi della vendemmia, i profumi e la gioia dell’uva che si fa vino. La magia della trasformazione, dopo l’attesa e la fatica del lavoro. Riti che si ripetono e che si tramandano. Tradizione che si carica di modernità e innovazione.

Siamo tornati al vivo legno dei nostri tini per riscoprire le sensazioni e la naturalità dei nostri vini. Alle vecchie leggi di cantina accostiamo gli strumenti frutto delle nuove ricerche e le potenzialità dei nuovi impianti di vinificazione. Altre mani che trasformano il frutto in vino. Vino naturale e moderno, carico di freschezza e di aromi.

Tini per la fermentazione del mosto d'uva
Tini per la fermentazione del mosto d'uva
Una bottiglia di Rivetti e l'Orco Uì riserva
Alcuni vini di Rivetti e l'Orco